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A tu per tu con Capo

10736145_10204192904896137_1916058935_nScendo dal motorino con la mia solita goffaggine, mi tolgo il casco e do una sistemata ai capelli. Ci siamo, mi ritrovo a scendere le scale, armata di computer e di domande da fare al mio intervistato di oggi. Entro nello studio e mi ritrovo faccia a faccia con Vittorio “Capo”, mc di 24 anni, nato a Penne, attivo a Pescara e non solo.
Dopo i saluti di rito e i “tranquillo sono domande classiche”- con risate a seguito – ci sediamo per cominciare la nostra chiacchierata.
Vittorio, partiamo dal principio: come ti sei avvicinato al mondo del rap?
Tutto è partito con lo scrivere. Avevo sedici anni quando ho cominciato…Ricordo la mia prima canzone, mai registrata tra l’altro, che aveva come tema il disagio scolastico. Roba comprensibile considerata la mia età, insomma ( ride). Dopo di ché ho continuato a scrivere; testi di vario genere…alla fine qualcosa ne è venuto fuori: il titolo era “In un certo senso c’ha senso”. Avevo 18-19 anni.
Un piccolo traguardo a conti fatti! Ma non sei sempre stato solista, giusto?
Infatti! Dal 2010 ho fatto parte di un gruppo di nome “I Nuovi Kalibri”, che riuniva tre mc, di Pescara e provincia. Il tutto è durato fino al 2011, ma abbiamo prodotto un mixtape: “L’ottavo peccato”. Con loro ho finalmente iniziato ad avere il contatto con il pubblico, facendo vari live a livello regionale, ma anche nel centro Italia.
Arriva quindi il periodo definitivo da solista, e con questo “Gang Bang”, il tuo primo singolo accompagnato anche da un video. Dimmi di più!
Ma se sai già tutto! (ride – beh devo ammettere che mi ero preparata, si!) Beh si Gang Bang è un singolo senz’altro provocatorio, come già il nome suggerisce. L’immagine a cui mi sono ispirato è quella insomma! Io contro le istituzioni, denunciandole in modo particolare, usando la metafora dell’atto sessuale in pratica.
Dal singolo, l’anno dopo arrivi al mixtape di tua produzione: parliamo di “Targato Ita”. Il pezzo omonimo da dove viene fuori?
Viene fuori da una riflessione, anche triste per certi versi. Non è un mistero che l’Italia, come dire, stia “andando a rotoli”, quindi dal punto di vista lavorativo ognuno pensa a guadagnare in qualche modo. Dal momento che il cantante è un mestiere ben retribuito, e che i lavori come dire, “semplici”, sono difficili se non impossibili da trovare, non ci resta che far quello per sbancare il lunario insomma! A meno che non andiamo a rapinare una banca, non so…(rido anch’io questa volta).
Beh in tal caso ti serviranno dei complici! E a tal proposito…Vedo molte collaborazioni nel tuo mixtape. Ce n’è qualcuna in particolare a cui tieni di più? Che ritieni più importante?
A dirla tutta ogni collaborazione è importante. Specialmente in questo lavoro, dal momento che ho voluto riunire vari rapper provenienti da regioni diverse. Se proprio dovessi scegliere, potrei citare quella con Kali Roots, in quanto è una sorta di esperimento. Lui proviene da un genere diverso, il reggae, quindi ho trovato stimolante fondere i generi e mettermi alla prova anche in questo campo.
Un’altra che mi ha lasciato un po’ il segno è quella con Marti Stone, con cui ho realizzato il brano “Tutti rappano”. Il tema della denuncia si sposta da quello sociale a quello musicale, perché tutti si ritengono in grado di fare rap oggi, anche non essendone all’altezza.
In ogni caso tutte le collaborazioni sono importanti per me.
Sempre a proposito di collaborazioni, possiamo parlare di un altro tuo singolo dal titolo “Estate da Capo”. Il nome è già un programma, da dove nasce questo pezzo?
Dall’estate sicuramente! L’idea era quella di realizzare una sorta di tormentone estivo 2013, come si percepisce anche dal video, in cui i protagonisti sono il sole, il mare…il divertimento insomma! Il pezzo è stato realizzato in collaborazione con Kali Roots e Unluckymad. A questa idea che avevo in testa, ognuno ha messo del suo, scrivendo la propria parte, ed è venuto fuori questo pezzo che volevamo portare in giro, per promuoverlo appunto come colonna sonora dell’estate un po’ in tutta Italia.
10745030_10204192905056141_1253887301_nSi, ma adesso una curiosità devi togliercela. Perché “Capo”?
Capo perché in generale, quando non si conosce nome e identità di una persona, questa viene chiamata “capo”, da queste parti, e non solo. Il punto fondamentale è che può essere chiunque, non ha un’identità precisa. E’ un modo per essere tutti e nessuno allo stesso tempo. Perciò, Capo! E’ semplice, ma fa effetto!
Svelato l’arcano! A questo punto, cambiamo discorso. E a proposito di cambiamento, arriviamo al tuo singolo omonimo. Un altro video, un altro pezzo di denuncia. A chi ti rivolgi questa volta?
Si può dire a tutto e tutti. In ogni ambito si sente parlare in continuazione di cambiamento; nella musica, alla tv, in politica…Il problema è che se ne parla molto, troppo, ma nessuno fa niente davvero per renderlo reale. Cambiamento si rivolge alle istituzioni che non funzionano, e che a mio parere, di questo passo non funzioneranno mai nel nostro Paese. Per diversi motivi che certo non stiamo ora qui ad elencare…
Invece per te, cos’è il cambiamento?
Mutareil modo di pensare, radicalmente. Ci vuole innovazione e la voglia di andare sempre avanti. Senza mai fare passi indietro.
Nel video del pezzo ti sei anche divertito un po’ a fare l’intervistatore, no?
Siii! Ho voluto fare, come dire, un’esperienza da blogger! Come si vede alla fine del video, ho chiesto alla gente che passava il loro parere a proposito del cambiamento. Mi piace spingere la gente a porsi delle domande ascoltando i miei pezzi. E’ come creare una sorta di gioco tra me e il pubblico. Nel video ho potuto attuare la cosa anche dal vivo, facendo io stesso le domande.
Questo brano ti ha dato altre soddisfazioni personali, non è vero?
Certo! Sono arrivato in finale al Festival di Piombino! Il che è stato un gran bel traguardo.
Ma parliamo un attimo di te. Chi è Capo?
Capo è Vittorio S., un ragazzo di 24 anni di Pescara, ma allo stesso tempo è Capo il rapper, di diverso genere. A me piace il temine “Rappautore” o “Cantarapper” in particolare ( che fantasia! Ndr)! I miei testi, anche se a volte possono sembrare incentrati sempre sugli stessi temi, sono diversi in qualche modo. Mi piace racchiudere domande in ciò che scrivo, in modo che la gente possa tentare di dare una risposta personale. Poi di sicuro, a Capo piace sperimentare…Buttarsi sempre in nuove avventure, anche e soprattutto a livello musicale. A tal proposito, è uscito a giugno un brano che ho realizzato in collaborazione con Mirko Rinaldi, Dj EDM, dal titolo “Non lo so”, distribuito dalla Daviddance e scaricabile dai digital store tra l’altro. Quello dell’electronic dance è un altro genere in cui non mi ero cimentato, ma ne sono entusiasta! E dal momento che non è l’unico brano che abbiamo realizzato insieme, sono fiducioso nel proseguimento di questo progetto. Ma forse sono andato un po’ fuori tema dalla domanda…
Tutto cibo per i lettori, non temere! Parliamo di futuro infine: quali sono i tuoi progetti e quali le tue ambizioni?
Beh per il futuro prevedo un album ufficiale, su cui sto già lavorando. Di certo voglio continuare il mio lavoro in studio di registrazione, che ho aperto con dei soci già nel 2013 tra l’altro. Ho in progetto di realizzare dei live itineranti in Italia, con Dj Trew, Blaster e “colleghi”.
Per quanto riguarda le ambizioni, beh voglio puntare a realizzare grandi collaborazioni in fatto musicale. Vorrei riuscire ad arrivare alle orecchie non solo di chi ascolta il Rap come genere, ma anche di chi non lo ascolta. Riuscire a fare musica per tutti, in modo che i messaggi dei miei testi possano diffondersi non solo nella cerchia degli appassionati, ma del pubblico in generale.
Noi ti auguriamo di riuscirci! Grazie Vittorio per il tuo tempo, e in bocca al lupo per i tuoi progetti!
Crepi! E grazie a voi! Un saluto speciale a tutti gli amici di Kiss WebRadio da Capo!

Intervista a cura di Manuela G.
Blogger & News addicted.

Per voi, il video ufficiale di Cambiamento.

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Author: La Manu

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